— Come dovevo farvelo intendere? Non lo vedevi che ero uno trascinato per forza in quella casa, preso alla sprovvista, da una banda di briganti? Non lo sapevi, che c'era una che m'aspettava a Roma, che io andavo a trovarla, che le volevo bene, e che a te no, no e poi no? Ti dissi mai che ti volevo bene? Non mi piacevi! non mi piaci!... E ti dicono intelligente! Non lo capivi dunque? Non capivi che mi seccavi, che io non ero fatto per questa vita, che se avessi voluto prender moglie non mi sarebbero mancate centomila donne, più belle, più ricche, più colte, più brillanti, più eleganti, più spiritose di te?
Adesso ella non sveniva più, non piangeva, non diceva nulla; lo guardava, impietrata, e a un tratto sentiva che quell'uomo era come morto per lei, come trasformato in un altro, che non le veniva nulla, a cui non doveva nulla, con cui non aveva, non avrebbe potuto mai più avere assolutamente nulla di comune... E nella tempesta che le si scatenava nell'anima, ella pensava al partito che le conveniva prendere: andar via da quella casa, subito, separarsi, tornarsene dal nonno: questo era per lei un dovere; non restare in quella casa dove l'accusavano di aver voluto penetrare per forza, contro la volontà del padrone! Sarebbe andata dalla zia Carlotta, senza portar via nulla, neppure le sue cose, neppure uno spillo... Uno scandalo, dei commenti maligni, il trionfo delle sue nemiche — ma che cosa importava quel che avrebbe detto la gente?... O meglio, aspettare il prossimo vapore, andarsene a Milazzo con un pretesto qualunque; una malattia, un cambiamento d'aria... No! No! Quelle mura l'opprimevano, quel pavimento le scottava i piedi; voleva andar via immediatamente, a qualunque costo... E come sua zia sopravvenne, ella le corse incontro, l'afferrò per un braccio, trascinandola:
— Portami via!... ora... all'istante!.. Portami via..,
— Teresa!... Che cos'è stato?... Tu mi fai paura!...
— Voglio andar via, subito!... non voglio restar più qui; — e a frasi rotte, ansimante, le narrava quella scena, le brutalità che quell'uomo le aveva dette, tutto ciò che le aveva fatto soffrire, fin dal primo giorno del matrimonio, rivelando ogni cosa, dando finalmente uno sfogo alla piena dell'ambascia che la soffocava.
— Ebbene, cálmati... Sì, hai ragione... ma cálmati. Teresa!...
— No, voglio andar via: sul momento!
— Sì, andremo via, ma senti... ma aspetta...
Allora, scoppiò a piangere, chiamando la sua mamma, querelandosi alto di esser così maltrattata perchè non aveva nessuno che la difendesse. Come ebbe dato sfogo alle lacrime, udì la zia che continuava ad esortarla:
— ... ma chi ci ha colpa?... I matrimonii sono così, figlia mia... Andartene via di casa?... E poi? a ventidue anni?... Che cosa farai? Questo è il destino di noi donne... Credi tu che le altre siano più felici?... Se sapessi!.. È vero, egli non voleva ammogliarsi... ma credevo che si fosse persuaso... Adesso siete legati l'uno all'altro, per sempre... Bisogna armarsi di pazienza, di coraggio... Io gli parlerò, non dubitare... Ti trascura? cerca altre donne?... Se sapessi quel che fanno certuni! Bisogna adattarsi, figliuola mia; armarsi di rassegnazione... Non sai che cosa fa la tua amica Emanuele?