— Teresa!.. Teresina! Non esser cattiva!.. apri!.. ascolta, ho da dirti una cosa...

Ella non rispondeva. Poi s'udì un passo e la voce del nonno, terribile, che gridava:

— Apri!

E come ella non rispondeva ancora, un urto violento dischiuse l'uscio. Il nonno, rosso in viso, coi pugni stretti, le s'avanzò incontro, gridando:

— Anche tu?... Siete tutti di una razza?...

Ella indietreggiò, dalla paura; ma ad un tratto la mamma entrò di corsa, se la prese in braccio, se la strinse al petto, furiosamente, mormorando con voce rotta:

— Teresa!... Teresa!... figlia mia!...

— Mamma!... oh, mamma!...

E il suo rancore finì in pianto disperato. I singhiozzi le scuotevano il petto, le squarciavano la gola, le torcevano le labbra, e grosse, cocenti, le lacrime solcavano le sue guancie infiammate.

— Figlia mia!... Teresina mia!... La tua mamma!... Non piangere, no; mi fai male!... Sii buona; basta, adesso!