Era laggiù, in via Leonina. Ella era andata a piedi fino a piazza Venezia, s'era fatta lasciare in carrozzella a Tor de' Conti. Malgrado il velo che le nascondeva il viso, malgrado la tranquillità di quel quartiere, ella credeva di avere tutta Roma alle calcagna. Andava rapidamente, ansimando, leggendo i nomi delle vie, con la paura di smarrirsi, atterrita all'idea di dover chiedere la sua strada. A un tratto scoperse la casa gialla, il piccolo portone. Un uomo vi stava fermo dinanzi. Ella passò oltre, col cuore stretto da un'angoscia. In capo a via Santa Maria dei Monti, tornò indietro: qualche raro passante le piantava gli occhi addosso. Ella affrettava il passo. Il portone era libero; entrò. A due riprese, su per le scale, dovette fermarsi, sul punto di svenire. Delle voci che partivano dall'alto la spronarono. L'uscio cedette alla sua pressione; due braccia la sollevarono.
VII.
— Leggi questo telegramma.
Ella afferrò il foglio che Guglielmo le tendeva, corse a la finestra e sollevata la veletta sulla fronte, lesse: «Marchese aggravato, tenuto consulto dottor Caldara, avute speranze, avvertovi onde prevenire notizie inesatte.»
Il sangue, dal cuore ov'era affluito, gonfiandolo, le si riversò nuovamente per tutte le vene. Però la sua vista si confuse; ella dovette appoggiarsi al muro.
— Una bella notizia!... Bisognerà tornare a Palermo, giusto adesso... Sono cose che capitano soltanto a me!...
Guglielmo passeggiava di su e di giù per la stanza; ella si passava una mano sulla fronte. Avrebbe voluto cadere in ginocchio, delle lacrime di gratitudine le gonfiavano le palpebre; diceva in cuor suo, guardando il cielo: «Signore!... Signore!...» Appena scorto il telegramma, un terrore l'aveva gelata, un brivido le aveva drizzati i capelli: il castigo fulmineo, la morte che piombava su qualcuno dei suoi... suo figlio!... «Signore!... Signore!...» e un tremito la scuoteva ancora, le faceva battere i denti.
— Tu cos'hai?... — disse a un tratto Guglielmo, fissandola.
— Io?... Nulla... questa notizia... il freddo d'oggi...
Però il cuore le dava un balzo ad ogni parola, ad ogni rumore; un nodo le serrava la gola; e con una sete ardente aveva paura di chieder dell'acqua.