Il principe sorrise.

— Ah! ah!... Non lo conosce? Il conte Ferdinando Spirelli-Gloria di Calcaterra e Argenta... un pezzo grosso!... un reporter!

Passava in quel momento Arconti insieme con un vecchio signore dalla commenda al collo.

— Sono gl'intrusi del giornalismo e della politica — finì di dire il principe.

Ella credette che l'allusione fosse rivolta ad Arconti; che, sapendo di avere in lui un rivale, il principe glie ne avesse voluto dimostrare l'inferiorità. Allora ella protestava tra di sè: non era vero che egli fosse un intruso! Anche non essendo un principe romano, la sua nascita gli dava il diritto di entrare nella reggia cogli altri. Era vero, invece, che in quell'ambiente non brillava molto, che quella luce non gli era troppo favorevole... Ma perchè giudicava ella l'uomo che amava?

Ballando con lui, ella rispondeva alla pressione della sua mano, abbassava le ciglia alle parole turbatrici che egli le mormorava. Lucrino, da lontano, non cessava di guardarla; le piaceva di farne un geloso. La sua ebbrezza andava crescendo coll'inoltrarsi della notte; accanto alla Mazzarini, ella si vedeva ora molto circondata, conosceva nuova gente; e al ricordo della mediocrità in cui era prima vissuta, un senso di stupore l'invadeva. A un tratto ella si rivedeva con la fantasia nella casa di via Leonina; allora dei sorrisi le increspavano le labbra.

Le durava ancora nell'anima il fermento prodotto da quelle impressioni, quando, il domani, arrivò da Palermo un telegramma inquietante. Suo marito, deciso di partire subito, diè l'ordine di preparare i bauli. Nella confusione in cui era messa la casa, ella si chiuse un momento in camera, per raccogliere le proprie idee, per iscrivere a Paolo. «La contrarietà che io temevo» gli scrisse «è avvenuta; sono costretta a seguire mio marito in Sicilia, debbo lasciarti. Spero che sarà per poco; fàtti coraggio e non toglierne a me...» Invece, ella non sapeva perchè l'idea di quella separazione le desse una specie di compiacenza. Era pel sentimento della propria libertà che avrebbe riacquistata? O per la prova a cui metteva l'amore di Paolo?

Egli rispose: «Bisogna assolutamente che io ti veda; comprendi? Se non mi assicuri che domani verrai anche per un istante solo, mi presenterò a casa tua.» Impaurita da quella minaccia, promise. E il domani, abbreviata la sua visita alla Mazzarini, corse in via Leonina. L'uscio le si schiuse dinanzi: egli era lì che l'afferrava per le mani, che le piantava gli occhi in viso.

— Tu parti?... Tu mi lasci?... Ora?...

— È necessario!