— Sei tu!... Sei tu!... Mi par di sognare!... Più bella, più gentile, più seduttrice... Credevo di non rivederti più!... dopo tanto tempo, tanto!... quasi un anno!...

— Otto mesi... — corresse ella, sorridendo.

— Otto secoli! Otto eternità!...

Egli le mostrò dei fiori colti nel suo giardino, laggiù; tentò di prenderle una mano; ma, temendo che qualcuno li vedesse o li udisse, ella scongiurava, sommessamente:

— Non ora, non ora!... — Poi, a voce alta, chiedeva: — Mi dica quel che ha sentito...

Egli le ripeteva le frasi delle sue lettere, diceva di non potere esprimere ciò che provava, insistendo per condurla via.

— Ascolta... verrò stanotte io stessa... m'aspetterai, verso l'una...

E nel silenzio dell'albergo addormentato, in punta di piedi sulle grosse stuoie del corridoio, con un zufolio alle orecchie, il cuore in tempesta, ella andò nella sua camera, cadde nelle sue braccia. Erano delle strette mute, convulse, disperate, con le quali si sostenevano a vicenda, sul punto di cadere riversi. Come Paolo tentava di parlare, ella gli metteva una mano sulla bocca, mormorando: «Taci! Taci!...» e tratto tratto uno dei due si svincolava, porgendo l'orecchio, ascoltando paurosamente.

— A che rischio ti espongo!... Se tuo marito...

— Per te!... Sfido il mondo per te!... non m'importa la morte!...