Guglielmo finse di tossire.

— Che cosa vorresti dire?... — ripetè allora ella, sentendosi avvampare. — Bada che non tollero le tue insinuazioni...

— Non fare la voce grossa!...

— Faccio la voce che mi piace... Non ti permetto d'ingiuriarmi...

Alzatosi, egli le venne incontro, l'afferrò per un braccio.

— Sta zitta, sgualdrina... o ti piglio a pedate...

Liberatasi con uno sforzo violento, piantato lo sguardo su di lui, con l'espressione di un immenso stupore, ella gridò:

— Tu mi scacci?... Tu mi scacci?... Ma son io che ti scaccio...

E ad un tratto corse in camera sua. Aveva cominciato a vestirsi, al buio, battendo il capo contro lo spigolo dell'armadio, rovesciando delle seggiole, strappando dei bottoni; poi chiamò Stefana, con un grido.

— Prendi il tuo scialle... vieni con me...