— Il nostro viaggio di nozze!
L'amato s'appendeva al braccio di lei, le carezzava lievemente una mano, e il treno filante con moto rapido e uguale metteva una cadenza nelle sue parole:
— L'avvenire è nostro per sempre!... la vita incomincia per noi da questo giorno!... Guarda: mi sembra che il treno non si lasci indietro dello spazio soltanto, ma il tempo con esso!...
— Com'è ben detto!... Sì, il tempo: tutto il mio passato...
— Che il passato si sprofondi in un abisso, che se ne disperda la stessa memoria!...
Una dolcezza grave occupava l'anima di lei. Malgrado tutto e tutti, sfidando l'opposizione dei suoi parenti, non curando lo scandalo che sollevava, aveva rotto con quel passato; era partita col pretesto di andarsene da suo padre, aveva raggiunto l'amato, gli aveva detto, schiudendo le braccia: «Eccomi, prendimi, son tua!» Così doveva esser l'amore: che cosa avrebbe potuto resistergli? Però, tutte le ténere parole che Paolo diceva le scendevano come un balsamo all'anima, l'avvincevano a lui sempre più fitto, fugavano ogni più vago suo turbamento. Ed era l'incanto supremo dell'indipendenza; la sensazione intensa e profonda del rinascimento, la completa rivelazione della felicità durante quel viaggio che ella aveva voluto e che permetteva loro di isolarsi dal mondo mescolandosi ai suoi spettacoli... Parigi, il teatro dei romanzi che erano stati il pascolo della sua imaginazione, la mostra di tutte le grandezze e di tutte le ricchezze; poi le tranquille cittadine della Fiandra e dell'Olanda, dai tetti acuminati, dalle cattedrali gotiche, dai tesori d'arte; poi ancora il tumulto vasto di Londra, la grandiosità sconfinata della metropoli unica. Ciascun angolo della terra aveva la sua particolare attrattiva, da per tutto essi vedevano rispecchiata la loro letizia. Ella s'appoggiava al suo braccio, languida ed amorosa, quasi per fargli sentire materialmente che egli era tutto il suo sostegno; però, talvolta, gli chiedeva:
— Ti peso?...
Egli rispondeva:
— Vorrei portarti su queste braccia, sentirti avvinghiata al mio collo, essere schiacciato da te!
Dinanzi ad un quadro o ad una statua, nei corridoi silenziosi di un museo popolato di visitatori tossicchianti, era egli stesso che s'appoggiava al braccio di lei, che si stringeva a lei, ed un senso di fierezza la invadeva nel sorreggerlo a sua volta, nel dare agli sconosciuti lo spettacolo di quel legame che nulla avrebbe potuto rompere più.