— O bella a un altro modo... Quando penso all'impressione che mi faceva nei primi tempi, trovo che fu simile a quella destata poi dagli uomini. Come sono, strana?...
E veniva a Luigi Accardi, alle strette di mano, ai baci, alle ciocche di capelli, poi alla morte della sorellina, al soggiorno di Palermo, ad Enrico Sartana.
— Lo amai, sì: non ero più una bambina. Sognai di dividere la sua vita, fui sul punto di veder avverato il mio sogno. Se fossi stata sua moglie, non avrei tanto sofferto, chi sa...
Ma come il sospiro che le gonfiava il petto poteva sembrare un rimpianto, ella gli gettava le braccia al collo:
— Non pensare a questo, sai! Tutti questi non sono stati veri amori, ma simpatie fanciullesche, ingenue imaginazioni. La realtà ideale sei tu! Perchè non t'ho conosciuto prima?... Come saremmo stati felici!...
— Come ora!
— No, più di ora!
— Perchè non sei libera dinanzi al mondo...
Ella si stringeva a lui ancora di più, chiedeva a voce bassa, esitante:
— Tu... mi sposeresti?...