Allora gli sguardi dell'amato lampeggiavano, una aura di beatitudine spirava da tutto il suo viso fatto più bello; allora egli le prendeva il capo fra le mani, le mormorava sulla bocca, soavemente, carezzosamente:
— Ah! per tutta la vita con te, sempre con te, ad ogni ora, ad ogni istante; confonderci insieme, fare un essere solo, sempre sempre, fino alla morte...
Il sorriso beato di Paolo si comunicava a lei, quella visione l'estasiava — ma non era condannata a restare una visione? Se anche ella avesse potuto sciogliere legalmente il vincolo che aveva spezzato di fatto, il passato di lei avrebbe gettato su quella felicità un'ombra da cui l'amor libero era difeso.
— No, questo non è possibile... sarebbe pericoloso... ed inutile ancora!... perchè la realtà è più bella della visione!... perchè noi staremo sempre insieme egualmente!...
Ed era lui, adesso, che ripeteva:
— Se ci fossimo conosciuti prima?
— Ah, sì!... Tu sei pieno di generosità, ma sento che il mio passato non ti deve far piacere... che non te ne fece almeno un tempo... Non hai ragione, sai: non ho mai amato quell'uomo! tu sei il primo a rivelarmi la vita del cuore... Se sapessi, se sapessi...
E gli diceva la differenza fra quel viaggio e l'altro compiuto con suo marito, l'abbandono in cui l'aveva lasciata pochi giorni dopo il matrimonio, tutte le sofferenze che le avea procurate.
— Ero sciocca, nella mia gelosia? Ma ancora non sapevo, avevo delle fisime...
Poi ricostruivano la storia della loro passione, fin dai primi giorni che s'eran visti, fin dal primo incontro, a Roma, molti anni addietro.