— No, no... non mi dar retta; perdonami!

Ella gli passava una mano fra i capelli, lo costringeva a guardarla.

— Sei geloso, di'... sei geloso? — Come egli assentiva, con un moto degli occhi, ella chiedeva ancora. — Di chi?... Dimmelo... dillo!...

— Ma di tutti e di nessuno, di quelli che ti stringono la mano, di quelli che ti parlano, che ti guardano appena... delle tue amiche, della gente che incontri, dei libri che leggi, di tutto ciò che mi sottrae qualche cosa del tuo pensiero.

Ella esclamava, sommessamente, ripetutamente:

— Com'è bello... com'è bello, essere amate così!

Poi riprendeva, tenendolo stretto per una mano, guardandolo negli occhi:

— Tu, è vero? non vivi che per me... non cerchi nessun'altra?... Perchè nessuna potrebbe amarti come me, non è vero?... E quanto mi ami? quanto?

— Quanto non è possibile dire! Sempre più! Ogni giorno più dell'altro! E queste ore che tu mi dài non mi bastano, sono troppo corte, volano presto... Vorrei starti sempre vicino, a tutti gli istanti, come al tempo del nostro viaggio; di', ti ricordi?...

— Ah!...