Nella stretta convulsa che seguiva quell'impeto, ella mormorava:
— Andiamo via!... nascondiamoci fuori del mondo, in campagna, in un deserto...
— Questo non è possibile.
— Sì, purtroppo hai ragione! ma allora bisogna rassegnarsi!... Quel che tu vorresti è anch'esso impossibile, con la vita a cui ci costringono la nostra posizione, i nostri doveri!... Tu soffri, non è vero? nel sentirmi maltrattata? ma che cosa sarebbe se facessimo quel che tu vorresti?
— È vero!... hai ragione!... Ma la ragione è una triste cosa; io non la so tollerare!...
Infatti, dovendo andare a casa sua, chiamato da affari di famiglia, da interessi elettorali, rimandava sempre la partenza, non voleva staccarsi da lei. Ella diceva:
— Se potessi venire anch'io con te!... Come vorrei conoscere il tuo paese, la tua famiglia, entrare nella tua casa, rovistare sul tuo tavolo... Vi troverei i ricordi di quelle altre che ti hanno amato prima di me, li disperderei tutti, lascerei dovunque qualche cosa di mio!
— Perchè non vieni?
— Io?... No, so bene che non è possibile... A qual titolo entrerei in casa tua?... Poi, ti nuocerei...
— Non dir questo, intendi?