— Questa la serberà in memoria del suo viaggio... Mi dà un bacio in ricambio?

Ella porse la guancia: sentì che quella barba ispida era invece fine come la seta.

Gli zii facevano segnali da una barca; nella fretta di scendere, ella lasciò cadere il suo ombrellino in mare. Miss sgridava, lo zio rideva, la zia si stringeva al petto le nipotine chiedendo notizie della loro salute, del nonno, di Milazzo. Allo sbarcatoio, c'erano dei curiosi assiepati intorno alla bella carrozza che aspettava, e al palazzo tutta la servitù schierata; le cameriere esclamavano:

— Che belle signorine!... Come sono grandi!...

Ella passava impettita, a testa alta, con un'aria di padroncina, guardando intorno per le belle stanze, pei salotti vasti e riccamente addobbati. Nella camera della zia c'era un letto per una sola persona, voleva dire che suo marito non dormiva con lei.

Dai balconi, si vedeva il corso di Toledo, la sfilata delle carrozze, la folla che ingombrava i marciapiedi e si assiepava dinanzi ai negozii sontuosi. Com'era bella Palermo!

— Più bella di Milazzo?

— Oh, zia!... Noi, vedi, ci stiamo per adesso che il nonno vuole così; ma poi, quando saremo grandi, non è vero, Laura? bisognerà vederla!... Tu sei andata mai a Firenze?... Io vo' starci sempre, quando sarò maritata...

— Thérèse!... — esclamò Miss, lasciando un momento di sistemare le robe.

— Qu'est-ce qu'il y a, mademoiselle?... — rispose lei, scuotendo il capo e facendo sventolar la sua chioma. — Vous savez, ici il n'y a plus grand-papa pour vous donner toujours raison! Je dis quand je serai mariée... Est-ce que vous croyez que j'aurai toujours douze ans?...