Gli occhi le si velavano di lacrime, dei singhiozzi le sollevavano il seno; ed era tale l'intensità della tristezza prodotta da quella suggestione, che ella credeva di aver ricuperato l'amor suo, quando Paolo riabbracciava, chiedendole perdono.

— Che sciocchi! Che barbaro gusto, starci a torturare così, mentre tutto ci ride!

E trovavano un sapor nuovo alla loro felicità. Tutto era per loro soggetto di gioia, le cose più comuni, più insignificanti. Come a Palermo le pareva distinto il parlare toscano, adesso le piaceva mescolare nel suo discorso delle parole, delle frasi, dei proverbii siciliani; e li spiegava all'amato, che li trovava pieni d'efficacia, e la incitava a servirsi più spesso del suo dialetto. Ella gli faceva la cronaca della sua giornata, gli riferiva gl'incidenti più minuti, gli dava a leggere le lettere che riceveva, si mostrava a lui per il primo nelle sue nuove tolette. Egli le recava i giornali, la metteva al corrente di quel che avveniva. A furia di sentir parlare di partiti, di leggi, di idee di governo, ella incominciava a interessarsi alla cronaca parlamentare, alle quistioni generali di politica interna ed estera. Però sosteneva contro di lui il prestigio dell'autorità, la forza del potere; quando lo sentiva esprimere qualche teoria troppo liberale, gli dava, scherzosamente, del rivoluzionario; gli diceva:

— Ma come è possibile che tu, nella tua posizione sociale, con la tua educazione, col tuo ingegno superiore, ti possa credere l'eguale d'una persona volgare, gretta, ignorante?... Come puoi credere che tutti gli uomini siano eguali, se degli abissi li separano?

— Sono appunto questi abissi che bisognerebbe colmare.

— Utopie! Tu non sarai mai l'eguale del tuo portiere!

— Il mio ideale sarebbe che il mio portiere fosse eguale a me!

— Allora, chi resterebbe nel bugigattolo?

Quelle dottrine, nel concetto di lei, gli facevano un po' torto: ella avrebbe voluto vederlo più autoritario, entusiasta della monarchia, pronto a dar la vita pel suo re; invece, egli sorrideva un poco alle frasi ammirative che ella aveva pei Savoia.

— Che stirpe di prodi! che gente leale e gagliarda!... Spero bene che tu non sarai pei placidi tramonti!...