— E se fossi?.....
Ella rispondeva ridendo, ma impetuosamente, a quel proposito detto ridendo:
— Non dovresti comparirmi più dinanzi! — Poi, dalla minaccia passando alla seduzione, riprendeva: — No, tu faresti invece ciò che vuole l'Amor tuo, non è vero? Tu non rinunzieresti alle tue idee, se io te ne pregassi?...
Allora, egli scrollava un poco il capo:
— Dopo tutto, un'idea val quanto un'altra...
E le confessava che scrivendo o pronunziando un discorso in sostegno delle proprie teorie, le teorie contrarie gli si affollavano nella mente; che quando udiva un contraditore, diceva tra sè: «Infine, anche lui ha ragione... se è convinto! se non si dice anche lui che ho ragione io!...»
— Ma perchè sei così? — chiedeva ella, curiosa di comprendere quello spirito complicato, dinanzi al quale sentivasi un poco intimidita.
— Chi lo sa!.... Forse perchè ho pensato molto.
Delle intere serate passavano nel discutere di morale, di filosofia, di problemi altissimi; egli sfoggiava per lei tutta la sua eloquenza, ella restava ammirata, facendo tratto tratto qualche osservazione sottile, dettata del buon senso, che imbarazzava un poco il pensatore. Il problema metafisico la interessava più degli altri; ella era ansiosa di sapere se esisteva una giustizia superiore, riparatrice; il suo terrore della morte sarebbe stato attenuato dall'idea d'una seconda vita, qualunque essa fosse — e interrogava l'amato, pendendo dal suo labbro, come se egli ne sapesse più degli altri.
— Così, quando si muore?...