— Ebbene, come vuoi: non t'amo...

Un momento, pensava di rispondergli: «Sta bene, separiamoci dunque!...» poi fissava il proprio sguardo sul suo, intensamente, dolorosamente, appassionatamente, ed in quello sguardo ella metteva dei rimproveri umili, una supplicazione devota, tutti i ricordi del loro passato, tutte le promesse dell'avvenire. Ella gli prendeva una mano, senza lasciar di guardarlo; gli diceva, sommessamente:

— Ripetilo... ch'io lo senta ancora...

— No! non è vero!... Sei tu che mi fai dire queste cose...

Allora, per non sentirsi accusare daccapo, era lui che la accusava.

— Sei stata col principe?... A che punto siete arrivati?

— Oh, Paolo!...

— Allora, chi altri hai per le mani?

— Tu non sai che questo è un insulto?

Egli alzava le spalle, esclamando: