Egli non rispose. Allora, ricomponendosi, passandosi una mano sulla fronte, ella disse:
— Tutto era già finito da un pezzo... il torto fu mio, a tentare di risuscitare un cadavere... Adesso, ecco, comprendo!...
Si alzò e gli stese una mano.
— Non è colpa di nessuno... doveva finire così!... Siate felice.
Gli occhi di lui si velarono di lacrime.
— Vi ho molto amata, credetemi...
Ella fece un gesto vago. Aveva bisogno di tutta la sua forza per contenersi. Egli restò un poco in silenzio, a capo chino; poi fece un passo.
Allora un singhiozzo violento le straziò la gola.
— Dio!... Mio Dio!...
Credeva di morir soffocata, il pianto tempestoso si mutava in una tosse convulsiva e lacerante. Egli diceva qualcosa; col capo, con tutta la persona, ella faceva cenno di no, di no. Come quello strazio si venne sedando, l'altro disse, piano: