— Se volete, non partirò...
Allora le sue lacrime cessarono d'un tratto.
— Addio!
Egli chinò il capo.
— In qualunque circostanza potessi esservi utile, ricordatevi che avete in me un amico...
— Grazie... Vi ringrazio.
Ed era scomparso! e non era tornato indietro! e non era venuto a gettarlesi ai piedi, a domandarle perdono, a lasciarla almeno con una buona parola... Così! Così!... Una pietra sepolcrale si chiudeva dunque su quel passato, qualche cosa crollava nell'anima di lei... Un momento, ella stette in ascolto, udendo il clamore pauroso del silenzio; poi si sentì torcere ed abbattere...
E il domani, nell'abisso di miseria morale, di sofferenze fisiche in cui era precipitata, aspettava ancora. Come niente veniva, come l'ora della partenza trascorse, ella mandò ancora Stefana da lui. Credeva che non fosse partito, che sarebbe venuto ancora una volta. Era troppo triste, troppo malvagio lasciarla così...
— Partito?... è partito?...
Allora un impeto selvaggio di sfida la sollevò. Che viltà! che viltà!... E ad un tratto il cameriere venne ad annunziare: