Ella chiuse gli occhi un istante; poi, abbassato il capo in atto di rassegnazione, balbettò:
— Bisognava arrivare a questo!...
— Sì! non era possibile fingere più a luogo, trattarsi come due estranei, quando tutto ci ricordava la felicità a cui passammo accanto... Perchè non potemmo ottenerla?
— Di chi la colpa?
Anche lui chinò il capo, sbattendo un guanto contro il ginocchio.
— Sì, è vero... fui debole... mi arresi troppo presto alle insistenze interessate... E se sapeste che rimorso è stato il mio! come nulla è valso a farmi dimenticare!...
Si accusava, senza giustificarsi, senza muovere un rimprovero contro di lei, diceva che il ricordo di quel primo amore gli era rimasto sempre fitto in cuore, che il matrimonio non aveva potuto cancellarlo, che la vita dissipata in cui s'era dopo gettato non l'aveva guarito neanch'essa. Tacque un poco; poi soggiunse, pianissimo:
— Ma non è del passato che si tratta...
Allora ella cominciò a sentire un tremito percorrerle tutte le fibre.
— Si tratta del presente... della felicità che possiamo ancora afferrare... perchè io vi amo... ti amo. Teresa! — oh, lasciatevi chiamare così, come un tempo, come non ho cessato di chiamarvi, secretamente, dal fondo dell'anima!