— Sarà difficile. Non me l'hai già tolto?...
Non era un sogno; però ella aveva un continuo, insaziato bisogno di nuove conferme, tanto era incredibile.
— Ed è vero?... Tu mi vuoi tanto bene?... Hai pianto per me?...
— Credevo di morire!
— Ed è vero?... Oh, perdonami, non è diffidenza... è meraviglia, è stupore... se tu sapessi!... È come se da un carcere eterno, buio e freddo, io fossi passata all'aria libera e pura. Grazie! grazie! grazie! Come ti son grata! Come ti amo!...
Tentava di metterglisi in ginocchio dinanzi; egli la rialzava, protestando, affermando che era sua la meraviglia, la gratitudine, ripetendole che aveva pensato sempre a lei, che l'aveva amata sempre, che la speranza di incontrarla qualche volta gli aveva sempre sorriso.
Ella scrollava il capo, indulgentemente.
— Sarebbe troppo bello!... Questo capisco che non è possibile... Allora, perchè non cercasti mai di me?
— Perchè... perchè tu eri d'altri...
Chinati gli occhi, in atto di riconoscere la propria colpa, ella taceva un poco; poi gli gettava le braccia al collo, mormorando: