— Ma te l'ho detto... Non ho provato nulla.

Egli aggrottò un poco le ciglia, scosse appena il capo; poi disse, molto piano:

— È lo stesso... lo so... Egli t'amava meglio di me.

V'era, per la prima volta, un'umiltà così triste e rassegnata nell'accento di lui, che ella sentì una pena acutissima morderle il cuore. Gli s'afferrò a un tratto alle spalle, lo costrinse a guardarla.

— Perchè dici questo?... Enrico?... Rispondi!

Egli rispose, sempre molto piano:

— Perchè... perchè io non so dirti le cose che ti diceva lui, perchè egli ti sapeva comprendere... perchè io valgo meno...

Ella proruppe:

— Oh! oh!... Amore!... Amor mio!... Povero Amore!

Si strinse, s'avvinghiò a lui, comprendendo il male immeritato che gli aveva fatto, il pericolo di perderlo a cui s'esponeva da quella stolta che era.