Ella finiva per credergli, poichè la sua gelosia sarebbe stata senza ragione.

Non voleva notare nessuno fra quelli che le facevano la corte, metteva a posto il principe di Lucrino che tornava a rappresentarle il tormento del ricordo; ma delle ore di scoraggiamento suonavano per lei, durante le quali sentiva che tutte le sue prove non erano per anco superate. L'orgoglio di Enrico, che ella aveva involontariamente offeso, non s'acquetava; ma quando pure egli non avesse avvertita la propria inferiorità dinanzi ad Arconti, l'idea d'esser venuto dopo, la confessione del suo passato che ella gli aveva fatta, non doveva intiepidirlo?... Ella aveva intuito tutto questo, a Palermo; gli ammaestramenti della vita non giovavano proprio a nulla?... Però, dinanzi al mutato contegno dell'amante, ella riconosceva tutta la sciocchezza delle proprie inguaribili pose sentimentali. No, il suo passato di fanciulla non era risorto per virtù di quell'uomo: egli aveva capito soltanto di poterne trarre profitto. No, quell'amore non l'aveva redenta, l'aveva compromessa peggio: non l'avvertiva nei discorsi della gente, nel contegno più libero degli uomini, nell'ostilità crescente delle donne?... Alcuni credevano ancora che la sua relazione con Arconti non fosse rotta, altri le davano nuovi amanti. Ella alzava le spalle; ma la sua indifferenza cessò il giorno in cui apprese la voce incominciata a diffondersi: che ella s'era messa con Sartana calcolando sopra un doppio divorzio per farsi sposare da lui e divenire duchessa!... Così, nello stesso punto in cui ella apprezzava il nuovo danno che s'era cagionato, la malvagità sempre desta le attribuiva l'intenzione di un indegno mercato! Era dunque inutile aver sempre pagato del proprio, non aver ricavato che dolori dalle sue cadute: bisognava ancora subir l'onta di quest'altro sospetto!...

E nel ripeterle che non l'accontentava, Enrico alludeva adesso a qualcuno di quelli che le stavano intorno. Ella esclamava:

— Senti, ho sofferto abbastanza; non mi fido più di lottare. Se tu cerchi dei pretesti perchè non m'ami più, dimmelo francamente; preferirò una dichiarazione leale, per dolorosa che possa essere...

Egli protestava abbracciandola fitta:

— Io non amarti più? Ma è la paura di perderti che mi fa dir questo!...

— Oh! Sarai tu che mi lascerai...

Dei buoni giorni venivano ancora. Per dissipare le paure di lui, ella metteva in canzonatura i proprii adoratori: delle figure brutte, dei tipi quasi comici: Respini, uno spadaccino stomachevole con la presunzione d'un coraggio a cui ella non credeva; Forti, un letterato che parlava in punta di forchetta, dicendo debbe invece di deve e qualsivoglia persona invece di ognuno.

— E puoi credere che io ti preferisca uno di costoro? Ma rendi un po' di giustizia al mio buon gusto, almeno! Se io non fossi piena di te, se volessi flirtare, sceglierei qualcuno che ne valesse la pena!...

— Per esempio?...