— Nossignora, aspetta di sapere se la signora è in casa.

— Fatelo passare.

Il biglietto era caduto per terra; ella si strinse con le mani le tempie, nel tardo pentimento di quel consenso che la perdeva. Ma se partiva per sempre! Se forse partiva per lei, non reggendo al tormento di saperla di un altro! No, no: egli non poteva partire così!... Ella dunque voleva ricominciare un'altra volta? Non era ammaestrata abbastanza? Non si sentiva vecchia oramai, giunta all'età della rinunzia?... Ma fattasi allo specchio per acconciarsi i capelli, ella trovava che no, e la secreta brama di sentirsi apprezzata da lui la struggeva... E cadere ancora! precipitare sempre più giù... Ma non era la ferrea legge del suo destino? A che pro ribellarsi? Ella scrollava le spalle: oramai! oramai!... Ed Enrico? come lasciarlo?... Non era invece egli stesso che non la voleva?...

Il cameriere annunziò:

— È di là.

Prima di schiuder l'uscio del salotto, ella si compresse forte il cuore: le batteva come se fosse sul punto di rompersi. Aprì con un atto di risoluzione, gli andò incontro col braccio disteso:

— Sono lieta di poterle stringere la mano, se parte...

— Al contrario, son io che la ringrazio... e le chiedo scusa di aver forzato la consegna...

— Ma per lei non teneva! Due vecchi amici come noi non si lasciano senza salutarsi, non è vero? Va a Parigi?

— Sì.