Ella sentì stringersi la gola; gli fe' cenno di tacere; egli continuò:
— T'aspetterò... che importa?... Aspettai tanto!... T'ho voluta bene fin da quando eri quasi una bambina!... Ti vorrò bene lo stesso!... Io non so parlare, ma questo saprò dirlo, te lo dirò come si dice al nostro paese... amuruzzu...
Allora scoppiò in pianto anche lei. La generosità di quell'uomo, l'impeto insospettato di quella passione, le davano la tormentosa coscienza della sua colpa e un rimorso acuto, lancinante, che s'accresceva all'idea dell'irreparabile fatalità compitasi.
— Tu piangi!... Tu m'ami ancora, Teresa!...
Ella gli si strinse al petto, gli nascose il capo contro la spalla.
— Ma allora... perchè?...
— La fatalità!... l'abbandono in cui fui lasciata!... credevo che tutto fosse finito... Ah! i miei presentimenti...
Le sue lacrime s'arrestarono, poichè ella sapeva adesso di mentire, non dicendo a quell'uomo d'esser stata invece lei stessa.
— Allora, se m'ami ancora...
— E quell'altro?