— Da quanto tempo non ho più il piacere d'incontrarla!...
— Sì, davvero... — rispose lei, tutta intenta a comporre il suo mazzo. — Sono lieta però di vedervi; così, posso farvi le mie congratulazioni...
— A proposito di che?
— Ma, del vostro fidanzamento!... So che sposate una bella signorina, una mia amica... Scusate, quella vainiglia... Grazie!... Vi auguro di tutto cuore ogni felicità.
Ella non sapeva come tutte quelle parole le uscissero dalle labbra; il fuoco dei dolci liquori, il profumo di quei fiori l'avevano esilarata; la vista di lui finiva di rimescolarle il sangue, di turbarle la mente.
Raccolta la vainiglia e presentatala a lei, Enrico disse guardando quei fiori e quelle mani con una espressione appassionata:
— Non posso esser felice con chi non amo.
Una risata argentina le gorgogliò in gola.
— Allora, scusate, fate male a sposarla!
— Infatti, non la sposo.