— O dunque?...

I loro sguardi si erano confusi, mentre essi indietreggiavano un poco.

— Non la sposo... a costo di dare un dolore a mia madre... Era lei che avrebbe voluto... Voi sapete che io non posso disporre del mio cuore...

— No, non lo so... — rispose ella, senza lasciarlo cogli occhi, sollevando il capo, intanto che i fiori le cadevano di mano.

— Ve lo dico io, se non lo sapete... Il mio cuore è vostro.

Chinatosi rapidamente, raccolto il mazzo pel gambo ancora tutto caldo della mano di lei, lo aveva baciato religiosamente. Ella non udiva più che il battito sonoro del cuore, il martellar frequente delle tempie. Un raggio di sole, filtrando attraverso il denso fogliame, si posava sulla testa di lui, oro sopra oro; dei cinguettii d'uccelli scoccavano rapidi e brevi come baci.

— Teresa, voi non potete augurarmi la felicità — continuava il giovane — potete darmela!... Io sono pronto a sfidar tutto e tutti... ma se voi mi sostenete, se non mi abbandonate!...

Allora, con gli occhi quasi lacrimosi, ella disse:

— Ah, son io che v'ho abbandonato?

— Sì, sì... avete ragione... Accusatemi! Sono senza scusa!... Ma ora... Sentite: vicino a voi, per sempre!...