Si parlava delle navi ancorate nella rada; avendone letta la descrizione nella Gazzetta di Messina, ella stupiva tutti con la precisione delle sue notizie; e udendola chiedere che cosa si fosse fatto pel rinnovamento della flotta, e discorrere degli errori commessi nella battaglia di Lissa, che il fanalista del Capo le aveva narrata di fresco, l'ammiraglio attestava la sua meraviglia per avere incontrata una signorina così al corrente di certe quistioni.
— I miei complimenti, davvero!... Ma non siamo per nulla in quest'isola che è la perla dei mari!
Adesso l'ammiraglio parlava col pretore, e un tenente di vascello, un bel giovane magro, col viso inquadrato da una barbetta bruna e dei grandi occhi pensierosi, le spiegava in che cosa consistessero le esercitazioni che ogni giorno la squadra andava a fare al largo.
— Non sarà possibile visitare le navi?
— S'imagini!... Sempre, sempre che siamo all'áncora — rispose il giovane, premurosamente. — La signorina non ne conosce nessuna?
— No, ed è un torto...
— Che ci prometterà di riparare...
Ella se n'era andata a casa con una leggiera esaltazione prodotta dalla folla, dal successo che aveva riportato. L'imagine di quell'elegante ufficiale le tornava spesso dinanzi; ella avrebbe voluto sapere se pensava a qualcuna, se non aveva lasciata una persona cara al suo paese, domandandosi ancora che cosa avrebbe pensato di lei, l'effetto che quell'incontro gli avrebbe prodotto... Il domani, il segretario comunale, girando con una carrozzella, venne a dire che l'ammiraglio invitava a bordo, pel pomeriggio, tutte le persone che erano state al ricevimento del Municipio.
— Pare che ci saranno delle regate... credo che si ballerà...
Ella mise la casa sottosopra, mandò a chiamare la sarta, fece rovistare in tutte le casse e in tutti gli armadii per trovare un nastro; se la prese con Miss e con Stefana che non facevano abbastanza presto. Aveva scelta la sua toletta bianca, adattandovi come cintura una gran fascia azzurra, i cui lunghi capi pendevano al fianco; il cappellino di paglia guarnito d'azzurro anch'esso, una cravatta della stessa tinta, l'ombrellino di merletto écru, le scarpette sboccate che lasciavano vedere le calze color del mare: un assieme che faceva voltar la gente, alla Marina, mentre si dirigeva col nonno e con Miss allo sbarcatoio. Le scialuppe della squadra venivano prese d'assalto dagl'invitati: una barca a vapore, comandata dall'ufficiale bruno, fischiava. Ella voleva ad ogni costo salir su di essa e trascinava il nonno da quella parte; ma l'ufficiale, appena scorto il senatore, saltò a terra.