— Se il nonno ha detto di sì...

— Grazie... — mormorò egli; e subito il nonno, la zia, lo zio, le amiche la circondarono.

— Il Signore ti benedica!... Baciami, cara... Qua la mano!... Teresa!.... I miei augurii... Ma li mangeremo presto questi confetti?... Io protesto!... E a me non dici nulla?... Ah, sorniona, le fai di nascosto?... Vieni un po' qui!...

Delle strette, degli abbracci, delle parole sussurrate all'orecchio: «Come hai fatto a conquistarlo?... T'invidiano, sai!...» e un coro di esclamazioni ammirative: «Che bella coppia!... Sembravano destinati l'uno all'altra!...» una dolcezza di lodi che le scendeva dritta al cuore, le accendeva gli sguardi, esaltava il suo spirito, gonfiava il suo petto, intanto che ella pensava: «È finita! Non si può tornare indietro!»

Duffredi, tra un crocchio d'uomini, riceveva delle congratulazioni da canto suo; era anch'egli animato in viso, pareva insofferente di star fermo, veniva a mettersele un poco vicino, scambiava qualche parola, s'allontanava nuovamente. Perchè non le stava sempre al fianco? Perchè non le diceva nulla all'orecchio, qualcuna di quelle espressioni che fanno chinare gli sguardi e affrettare il respiro; perchè non se la prendeva sotto il braccio? Ella avrebbe voluto stringersi a lui, dirgli con quell'atto che dipendeva ormai tutta da lui!... Sarebbe stato per un'altra volta, quando non avrebbero avuto dinanzi tanti spettatori. Egli tornava, infatti; veniva quasi ogni giorno; però ella aspettava sempre che le dicesse una parola dolce. Aveva avuti dei gioielli magnifici, che le amiche non si stancavano di ammirare; ma una tenera frase d'amore non le avrebbe fatto un piacere men grande.

Lo zio di lui, inchiodato sempre a casa dalla podagra, le scrisse una bella lettera, che la commosse più di quella mandata dal babbo da Venezia. Era un gentiluomo dello stampo antico; in gioventù aveva fatto parlare di sè tutto il regno delle Due Sicilie, vivendo in mezzo al fasto della Corte. Quando ella andò nella sua futura casa, il vecchio volle alzarsi ad ogni costo, le venne incontro fino alla scala, le baciò galantemente la mano. Ella gli offrì il suo braccio per ricondurlo fino alla poltrona, e le bastò quel breve tragitto per conquistarlo.

La casa era antica, ma signorile, tutta divisa a stanzoni enormi dalle vôlte alte come cupole, dai pavimenti lisci e lucidi come specchi su cui si riflettevano le linee dei mobili rococò. Ella ne aveva cominciato il giro col cuore in festa, tutta confortata dalla simpatia dimostratale da quel bel vecchio; però Guglielmo era molto freddo, precedeva la comitiva quasi infastidito, si allontanava, batteva un piede. Come si trovarono soli un momento, dal dispetto ella fece per raggiungere gli altri.

— Non si passa! — esclamò lui, preso a un tratto da una bambinesca voglia di scherzare.

Ella disse, freddamente, sul punto di prorompere:

— Lasciatemi passare...