Il giovane chiese:
— Mi accorderà una danza?... — ma, prima che ella rispondesse, soggiunse: — No, non voglio...
— Come le piace!
Della gente adesso s'appressava; ella gli disse:
— M'offra il suo braccio, m'accompagni di là...
Come furono un istante soli, egli riprese:
— Mi dà un bocciuolo di quei fiori?... — e guardava il fior d'arancio olezzante sul suo seno.
Ella esitò un istante; poi staccò un fiorellino e glie lo porse.
Il turbine della festa la riprendeva. Ella era pentita d'avere accondisceso a quella strana richiesta; poi si diceva, con un sorriso che non sapeva bene donde le venisse: «Povero ragazzo!...» E gli eventi rapidi, incalzanti, straordinarii, la stordivano, le davano il bisogno d'un istante di quiete, di solitudine, di raccoglimento.
Quando tutti furono andati via, Guglielmo si congedò anche lui. Lo zio esclamò: