Ma, perché allor Cupido di tre dame
colle saette sue m'avea invaghito,
con quali e' fa che fortemente s'ame,
55 non accettai da quella dea l'invito,
ma dietro al folle amor con molti affanni,
sí come cieco, andato son smarrito.
Or ch'io mi so' avveduto de' suo' inganni
e che ogni cosa si può dir niente,
60 la qual vien men per correre degli anni,
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che non andai con Palla il cor si pente;
e 'l detto mio signore anco sen duole,
ch'io non fu' al suo comando ubbidiente.
Però mi ha detto in espresse parole
65 ch'io cerchi infin che truovi ov'ella regna,
ch'egli al suo regno poi venir vi vuole.
Però ti prego, donzella benegna,
o tu m'insegna il loco, ove la trovi,
o di guidarmi infino a lei ti degna.
70 E s'al mio basso prego non ti movi,
mòvati quel signor, il qual mi manda,
e li congiunti suoi antichi e nuovi.—
Minerva, poiché 'ntese mia dimanda,
sorrise alquanto e fece lieta cèra,
75 mostrando faccia dilettosa e blanda.
Rispose poi:—Virtú e fede vera
del prince, che tu dici, e suoi passati,
e che ne' figli e nepoti si spera,
lui e suo' amici a me fatt'han sí grati,
80 ch'io son venuta a te, e son colei
che t'invitai a' mie' regni beati.—
Allora la conobber gli occhi miei,
ond'io m'inginocchiai e mia persona
prostrai in terra innanti alli suoi pièi,