Ed io lassú, dove si mangia e dorme,
125 fui giá Del Bruno chiamato Francesco
e fiorentin lascivo vecchio enorme.

Qui sta, (or poni un «vo» di dietro al «vesco»,)
Pier d'Alborea, che 'n tre vescovati,
secco negli anni, nel peccar fu fresco.—

130 Noi eravamo al porto giá appressati;
e tutti vennon men su nella riva,
sí come un'ombra ed uomin non mai stati.

Io scesi in terra con la scorta diva,
ed ella disse a me:—Se ben pon' mente,
135 la vita umana non si può dir viva;
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ché solo solo un punto è nel presente,
e nel futur non è ed anco è 'ncerta,
e del passato in lei non è niente.

E, perché questa cosa ti sia esperta,
140 pensa che un oro puro a parte a parte
a poco a poco in piombo si converta.

Se un venisse a te a domandarte,
tu non potresti dir che quel fusse oro,
da che dall'esser òr sempre si parte.

145 Cosí è la vita di tutti coloro,
che 'l tempo mena a morte; e chi ben mira,
non dirá mai:—Io vivo,—ma—Io moro;—

ché, mentre il cielo sopra voi si gira,
logra la vita, ed è cagion quel moto
150 del caso e qualitá che a morte tira.—

In questo ad ira Caròn fu commoto
e gridò forte:—Questa simil pena
ha l'uom; ma, come a cieco, non gli è noto;

ché 'l ciel fa il tempo, quel nocchier che mena
155 l'uom navigando d'una in altra etade
sino alla ripa, ov'è l'ultima cena.