ché 'l timor seco mena grande stuolo
d'assalitori, ed ognuno il cor punge:
adunque è meglio aver un colpo solo.

Per darti piú timore ancor s'aggiunge
50 all'arco il sasso, e temi che non caggia
e non ti fiacchi il capo, quando giunge.

—Nel mondo, ove tu sal' di piaggia in piaggia
—rispose,—proverai simil doglienza,
se vi pervieni colla scorta saggia.

55 Lí vederai tu il don di provvidenza
farsi una lima che se stessa rode,
di mille casi avversi c'ha 'n temenza.

E vedrai le ricchezze non far prode:
tanto di povertá il timore affligge,
60 che 'l possessor di lor lieto non gode.

Che giova all'uom la vita, se l'effigge
dell'orribile morte ognor l'accora
e sempre di paura lo trafigge?
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L'affaticato cibo, che ristora,
65 mentre si mangia, infermitá e sospiri
menaccia al proprio corpo, che 'l divora.

Se suso inverso il ciel ancor tu miri,
menaccia a te il Giudice di sopra,
se gli fai cosa, per la qual s'adiri.

70 La terra, che convien che ancora il copra,
e giú l'interno ancor gli fa paura,
sí come punitor di sua mal'opra.

Se a destro ed a sinistro si pon cura,
vede che ogni vizio quivi offende,
75 e teme a' suoi coniunti ogni sciagura.—

Ahi quanto di vergogna il viso accende,
quando alcun riprendente è poi ripreso
di quel medesmo, del qual e' riprende!