Guarda la faccia sua quant'ella è falza
e che di chiara in torba la trasmuta,
15 quando da alto alcuno in terra sbalza.—

Quando da presso poi l'ebbi veduta,
conobbi quant'è grande quella donna,
quant'è sinistra e quanto alcuno adiuta.

Era maggior che non fu mai colonna,
20 e sol dinanti avea capelli in testa,
e d'oro fin dinanti avea la gonna.

Ma dietro calva, e dietro avea la vesta
tutta stracciata, ed era di quel panno,
che vedoa porta in dosso, quando è mesta.

25 Ghignando con un riso pien d'inganno,
volgea con una man sette gran rote,
che come spere in questo mondo stanno.
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La quarta er'alta insino onde percote
con le saette Iove, ove il vapore,
30 dal gel costretto, da sé l'acqua scuote.

La terza d'ogni lato era minore,
e le seconde poi minor che quelle;
e minime eran poi quelle di fuore.

Nella metá le ruote paralelle,
35 dico nella metá, ch'alla 'nsú monta,
erano orate e preziose e belle.

Ma l'altra parte, quando su è gionta,
giú vien calando a quella donna dietro;
quanto piú cala, piú del mal s'impronta

40 e fassi oscura; e da quel lato tetro
descender vidi molti a capo basso
con gran lamento e doloroso metro.

Poiché caduti son con gran fracasso,
ogni amico li fugge e li dispregia:
45 chi li sospinge e chi lor dá del sasso.