Ma alli salenti dalla parte egregia
ognun si mostra amico ne' sembianti:
chi li losinga e chi di loda 'i fregia.
Come da due nel carro triunfanti
50 mescolato era il dolce con l'amaro,
usando inver' di lor contrari canti,
cosí su ad alto e giuso due cantâro
nel colmo delle rote e due di sotto,
un d'allegrezza e l'altro del contraro.
55 La dea Minerva giá m'avea condotto
sino alla donna, che voltava il giro:
allor parlò, che pria non facea motto.
E disse:—Io, che a basso e ad alto tiro
le sette rote, son la dea Fortuna
60 e solo a quei dinanti lieta miro.
Nullo su ad alto aggia fermezza alcuna
in me di securtá ovver fidanza,
ch'io mostro faccia chiara, e quando bruna.
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E nullo a basso perda la speranza
65 tutta di me, ché spesso io son la scala
di poner in ricchezza e gran possanza.
Ma vegga ben ognun, anzi ch'e' sala,
che non si lagni poi, né faccia grido,
se 'l mando a quella parte che 'ngiú cala;
70 ché, quando si lamenta, ed io mi rido;
e se me chiama cruda, ed io lui pazzo,
che 'n tanta sicurtá faceva il nido.
E questo è 'l gioco mio e 'l mio solazzo,
atterrar quel dalla parte suprema,
75 ed esaltare un vestito di lazzo.
Se falsa alcun mi chiama e mi biastema,
io non me 'n curo, e lamentevol voce
dell'allegrezze mie niente scema.—