145 Sappi anco che non toglie l'uman esse
il male, al qual fragilitá conduce,
né da ignoranza le colpe commesse;
ché tutta non oscuran quella luce,
che Dio ha posto in voi, della ragione,
150 che téma, duolo e vergogna produce.
Quel che vedesti, che si fe' demòne
e fe' l'aspetto tanto brutto e rio,
fu spoletino e detto Servagnone:
ladro, assassin, biastimator di Dio
155 e dispettoso d'ogni cosa bona
e nemico ad ogni atto onesto e pio.
L'altro s'assomigliò a Licaona,
il terzo al mostro posto nel Labrinto,
che uomo e toro fu 'n una persona.
160 Né l'un né l'altro ben era distinto:
or puoi saper di lor qual fu il peccato,
che 'n lor l'aspetto umano ha tutto estinto,
e perché 'n bestia ciascuno è mutato.—
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CAPITOLO XVI
Delle tre Furie infernali e delli tradimenti mondani.