E credi a me, lettor, ché non ti mento,
che da Pluto e da' suoi era onorato
60 vieppiú che Dio assai per ognun cento.

Plutone in prima a lui inginocchiato,
poi tutti gli altri gli offersero un core,
il don che al sommo Dio saría piú grato.

E come Ignazio «Iesú Salvatore»,
65 cosí tra quelli cori io vidi scritto
«denar», «denar», «denar» dentro e di fuore.
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La vergine, a cu' il petto avea trafitto
colla sua coda armata il mostro fello,
menata fu all'idol quivi ritto.

70 E come Pirro innanzi al tristo avello
del padre Achille uccise Polisena,
stando ella mansueta come agnello;

cosí la fèra con dispregio e pena
sacrificò la verginetta pura,
75 spargendo quivi il sangue d'ogni vena.

Ed ella intorno intorno ponea cura
a' circumstanti per aver difese,
e nullo la subvenne in tanta iniura.

Un angel venne ed in braccio la prese,
80 dicendo:—La donzella ch'è qui morta,
è viva in ciel, onde prima discese.—

E poscia verso la celeste porta
con lei in braccio mosse il santo volo,
come falcon che 'nsú la preda porta.

85 Il mostro, che del drago fu figliuolo,
inver' la gente, ch'era quivi, corse,
blando leccando alcun come cagnolo.

Ed alcun altro crudelmente morse
prima col dente acuto e venenoso,
90 poi con la coda, che come uncin torse.