Nel tempio, a quel di Dio fatto a ritroso,
Proserpina era reina infernale,
adulterata spesso dal suo sposo;
ché, non guardando chi, come, né quale,
95 purch'al marito suo si dica:—Io pago,—
la 'spone ad adulterio e ad ogni male.
E presso al fiume su in un gran drago,
che diece colli avea e diece teste,
stava a seder coll'occhio putto e vago.
100 Il vestimento suo, il qual ei veste,
di purpura era, e teneva il piè manco
dentro nell'acqua di sí gran tempeste.
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Poi in un cifo ben pulito e bianco
vidi ch'e' bebbe sangue e inebriosse
105 piú che briaco, ch'io vedesse unquanco.
In questo il mostro inver' di noi si mosse;
e diece teste mison sette corni;
e fieramente l'un l'altro percosse.
Quando será, o putta, che tu torni
110 al primo stato, alla tua madre antica,
nel prato, ove coglievi i fiori adorni?
Tu giá vivesti nel mondo pudica,
e Luna in cielo e ne' boschi Diana
innanzi ch'a Pluton tu fussi amica,
115 allora quando in ogni cosa vana
davi del calcio, e quando eri tenuta
come regina e non come puttana.
Poscia che quella donna ebbi veduta,
Minerva di quel tempio rio mi trasse
120 per quella porta, ond'ella era venuta.
E su per una via volle che andasse,
ove demòni stavan con uncini,
con reti e lacci, ch'alcun ve cascasse.