Cosí dicendo, alla 'nsú prese il volo:
ben diece miglia insú s'era condotto,
90 quando 'l vidi calar al terren sòlo
a trabocconi e col capo di sotto,
e come un monte fece gran ruina.
E, poiché 'n terra fu col capo rotto,
la faccia verso il ciel volse supina,
95 e fe' le fiche a Dio 'l superbo vermo
e biastimò la Maiestá divina.
Poi si levò sí come fusse infermo,
e verso il suo gran seggio mosse il passo
con mormorio e dispettoso sermo.
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100 E lí a seder se puse fiacco e lasso;
e menacciava Dio, alzando il mento,
che fe' che 'l suo volar li venne in casso.
Quando 'l vidi cadere, io fui contento,
perché conobbi che quanto piú sale,
105 tanto egli ha piú ruina e piú tormento.
Tenendo io 'l bello scudo per occhiale,
vidi i neri giganti e lor palazzi,
pieni d'invidia, d'ira e d'ogni male.
Vidi mutati in pianti lor solazzi
110 e che smongono altrui e sono smonti
dalli centauri e dalli lor regazzi.
Vidi che li gran sassi e li gran monti
conducean sopra sé per far la torre,
sopra la qual da loro al ciel si monti.
115 Sí come, quando vòlsono il ciel tôrre,
che pusono Ossa sopra il gran Peloro,
talché Iove gridò:—Vulcan, soccorre!—
cosí in quel pian s'ingegnan far coloro;
ma, perché la lor possa non seconda,
120 ritorna sempre invano il lor lavoro.