Ed ogni volta che la voglia abbonda
piú che la possa, avvien che mal viaggio
faccia l'impresa e che 'l fattor confonda.

Però colui che è prudente e saggio,
125 perché l'impresa non gli torni invano,
fa che la possa sempre abbia vantaggio.

Elli facean le torri nel gran piano,
e chi portava sassi e chi la malta,
chi ordinava e chi facea con mano.

130 Io vidi una di quelle andar sú alta
sin dove del vapor fa pioggia il gelo,
tal ch'io dicea fra me:—Giá 'l cielo assalta;—

quando Iove percosse su da cielo
con un gran tuono, e la torre e 'l gigante
135 mandò a terra il fulgoroso telo.
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Per parlarli, ver' lui mossi le piante
e dissi:—Chi se' tu, caduto a terra
di sí gran torre col capo dinante?

—Io son Fialte, e fui nella gran guerra
140 —rispose,—che facemmo contra Dio,
che le saette contra noi disserra.

Cosí le grandi imprese e 'l lavorio
fanno il gran signor sí com'io feci,
e poi caggiono a terra sí com'io.

145 Cadde Alessandro, il gigante de' greci,
cadde Priamo e cadde la gran Troia,
che combattuta fu per anni dieci.

Cadde Pompeo e Scipio, la gran gioia
dell'alta Roma e Cesare ed Agosto,
150 Dario e Assuero con pena e con noia.—

Io averia al suo detto risposto,
se non che a me apparve un altro obietto,
al qual lo sguardo mio mi venne posto.