Allora il verme, ch'era il mostro quarto,
gli rose il core, ond'ella si ritorse
90 come la donna, quando è presso al parto.
E, poiché dentro al petto egli a lei morse,
diventò grande e fessi un basalisco,
e sú sin alla bocca li trascorse.
Ancor dentro nel cor ne contremisco,
95 pensando ch'egli uccide chiunque sguarda:
però vedi, lettor, s'io stetti a risco.
Non fe' sí gran tempesta mai bombarda,
quanto fec'egli, quando fuor uscío,
venendo a me con la crista gagliarda.
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100 Ma, quando vide sé in lo scudo mio,
perché lo sguardo suo è che uccide,
lí si specchiò e subito morío.
Quando l'Invidia morto il figliol vide,
le man si morse con sospiri e pianto,
105 con gran singolti, voci ed alte gride.
Allor inver' di lei mi feci alquanto,
dicendo:—O brutta e maladetta fèra,
o crudeltá, che 'l mondo guasti tanto,
nel bel giardin di sempre primavera
110 tu da primaio insidiosa intrasti
con falsitá e con bugiarda céra;
i primi nostri, vergognosi e casti,
servi facesti di concupiscenza;
e i gran doni di Dio però fûr guasti.
115 Non ti ritenne poi l'alta innocenza
del iusto Abel, ch'era il primaio buono,
nato nel mondo d'umana semenza.
Né che 'n quel punto egli facea il dono
d'offerta a Dio: allora piú feroce
120 tu l'uccidesti senza alcun perdono;