per che gridoe la terra ad alta voce
per lo sangue innocente; e cosí fece
per l'altro, il qual tu occidesti in croce.

Le man fraterne armasti nella nece
125 del bel Iosef, ed a ciò consentire
facesti i suoi fratelli tutti e diece.

Non avesti piatá del gran martíre
dell'etá puerile e del lamento
del vecchio padre, che volea morire,

130 quando del figlio vide il vestimento
tinto di sangue; e tu, o fèra cruda,
stavi ridente e col volto contento.

Ahi, belva trista e d'ogni piatá nuda!
A te Pilato, sol per saziarte,
135 dimostrò il Re giá tradito da Iuda,
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tinto di sangue e con le vene sparte.
Per recarti a piatá, disse:—Ecco l'Uomo
fragellato nel corpo e in ogni parte.—

Ma tu, crudele, allora festi como
140 cane alla preda, che l'ira il trafigge,
o come l'orso, quando vede il pomo;

ché allor gridasti:—Tolle, crucifigge;—
e niente ti mosse, o dispiatata,
in tanta maiestá l'umile effigge.

145 Superbia è la tua madre, onde se' nata;
e 'l timor vile è quel che ti notríca,
ed anco è 'l padre, dal qual se' creata.

Però d'ogni virtú tu se' nemica,
mentre vuoi esser tu la piú eccellente
150 e che di te meglio d'altri si dica.

Odio tu porti a quel ch'è piú splendente,
s'e' tua virtú ecclissa o falla meno
come il lume maggior il men lucente.