Sappi che, quando alcun, sol per guadagno
o altro bene, d'invidia s'accende
15 contra il vicino artista ovver compagno,
questo ha alcuna scusa, s'egli offende;
ché sempre alla cagion, che 'l bene scema,
alcuna invidia ovver rancor si stende.
Ma, se la volontá la gran postema
20 ha dell'invidia senza essere lesa,
e senza pro e senza alcuna téma,
cotale invidia non può aver difesa;
ché sol malizia ha quel rancor commosso
senza esser adontata ovver offesa:
25 sí come il can che non può roder l'osso,
che, quando vede ch'altro cane il rode,
con impeto, abbaiando, gli va addosso.
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E questo non fa ei che gli sia prode;
ma sol malizia el fa esser nemico,
30 talché si duol di quel ch'altri si gode.
Cotal invidia il vizioso antico,
sí come è scritto, alli giovani porta,
in quel che senza posa egli è inico.
La terza invidia, che chiude ogni porta
35 della piatá nell'uomo e che è segno
ch'ogni luce mentale in lui sia morta,
è quella c'ha il cor tanto malegno,
che del dono, che dá Dio ovver natura,
concepisce odio ed anche n'ha disdegno
40 ché, quando è bona alcuna creatura
e pò far pro ed offesa non reca,
nulla scusa ha colui che gli ha rancura.
Dunque sola malizia è che l'acceca
e move a invidia; e tal colpa di rado
45 riceve grazia della sua botteca.—