Però qui stanno ianti colle lingue,
come sta il can che ha corso, e con gran folla
corrono a me, che la lor sete impingue.

—O voglia ingorda e cupa mai satolla,
50 a cui la sete maladetta cresce,
quanta piú acqua del mio fiume ingolla,

qual tutta l'acqua, che nutríca pesce,
non saziaría e non faría dir:—Basta,—
né quanta n'entra in mare ovver che n'esce:

55 nel mondo, onde mi mena la dea casta
—risposi a Copia,—non è questa sete,
al mio parer, cotanto ingrata e vasta.—

La donna a me:—Lassú non conoscete,
rispetto a quell'arsura che martíra,
60 quant'è poca quell'acqua, che bevete.

La millesima parte, chi ben mira,
quando:—Vorrei—si dice, o:—Se avesse!
non si chiede del ben, che l'uomo disira.
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Sí come 'l ricco chiese che daesse
65 un gocciol d'acqua Lazzaro col dito,
che la sua lingua tanto non ardesse,

tal chiede l'uom rispetto all'appetito;
colui ch'empirsi d'un gocciol si fida,
di tutto il fiume mio non sería empíto.

70 Qui sta Pigmalion, e qui sta Mida,
che di far oro col tatto a Dio chiese,
e per tal don di sé fu omicida.

Ancora chiedon con le voglie accese:
a lor, né ad altri mai potei dar tanto,
75 ch'elli dicesson ch'io fussi cortese.—

Rispose a questo un ch'era quivi accanto:
—Pensa se io, a cui non dái niente,
mi debbo lamentar e far gran pianto.—