E mentre che per questo io posi mente,
80 egli mi disse:—Io son preite Antióco,
e son dannato qui tra questa gente.

Idropico giammai, fabbro, né cuoco
non ebbon sí gran sete; e sempre chiedo
che questa donna mi dia bere un poco.

85 Maggior dolor non è, sí com'io credo,
che di eccellenza aver gran desidèro
o di ricchezza o d'ira o d'atto fedo;

ché, se quel ch'uom disia non viene invero,
l'animo affligge, e, se inver venisse,
90 ha sempre mancamento e non è intero.—

Risponder gli volea, quand'esto disse;
ma per la folla e per la grande stretta
convenne ch'io sospinto addietro gisse,

però che quella gente maladetta
95 fanno gran calca, ed insieme s'oppreme
ciascun, che l'acqua in prima a lui si metta.

Per questo poi turbar li vidi inseme,
sí come quei fratelli fên la guerra,
in Tebe nati dal serpentin seme,
p. 235
100 e come nel teatro alla gran terra
ne' giuochi salii dispiatati e crudi,
sí come dice Seneca e non erra,

stavano disarmati senza scudi
li condannati, chiusi in poco spazio,
105 colli coltelli in mano, a petti nudi,

e di lor carne facean tanto strazio,
finché l'un l'altro crudelmente uccide,
ch'ogni Erode crudel ne saria sazio.

Quando cotanto mal l'occhio mio vide,
110 dissi a Minerva:—Io prego mi contenti
d'un dubbio, pria che piú in alto mi guide.