Di sangue al grande fiume io feci un rivo
sol delle genti nate in Catalogna,
'nanzi ch'io fussi della vita privo.

Io dirò 'l vero a te e non menzogna:
110 ben ventimila ne mandai al sonno,
che desterá la tromba, che non sogna.

—Iudice mio,—diss'io—signore e donno,
di quel ch'io veggio in te e che mi dici,
gli occhi la doglia testificar ponno.

115 Io mi ricordo de' gran benefici,
che nella vita lieta a me donasti
con quell'amor, qual è tra veri amici.

Or che li membri tuoi veggio sí guasti,
io delle pene tue tanto mi doglio,
120 che con parol non posso dir che basti.

Ma una cosa da te saper voglio:
per mancamento di quale vertude
tu diventasti sí senza cordoglio?

—Quella che, alzando ed abbassando, lude,
125 tradimenti—rispose—e lusinghe anco
delle person del mondo, che son Iude,

nullo stato alto lassano esser franco;
e quanto ha di timore alcuna cosa,
tanto ha d'amore e di clemenza manco.

130 E, se la Signoria non prende a sposa
la Virtú mansueta ovver Clemenza,
è a sé ed anche altrui pericolosa;

ché, quando ira s'aggiunge alla potenza,
se la vertú benigna non raffrena,
135 fa piú ruina, quant'ha piú eccellenza.
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Sí come Dio, ridendo, rasserena,
e, turbato egli, tornaría in caosse
la terra, il cielo e ciò che frutto mena: