Cosí mostrò quell'anima tapina,
5 che della crudeltá mi disse il vero;
poscia soggiunse con vera dottrina:

—Ogni animo in se stesso è molto altèro,
se estima alcuno a sé esser fedele,
e poscia il trova falso e non sincero.

10 Se non è, molto piú si fa crudele:
per questo, Silla dinanzi al senato
morí per l'ira grande e sputò il fele;

ché, come a te Minerva ha giá 'nsegnato,
contra chi inganna e contra chi dispreggia,
15 agevolmente ognun diventa irato.

Però colui che, lusingando, freggia
con atti e risa e con dolci parole,
e poscia inganna come chi dileggia,

quel ch'è ingannato, tanto irar si suole
20 e tanto incrudelir di quell'inganni,
quanto fidava, e tanto mal gli vuole.

Per questo posto son tra li tiranni,
che, benché mostrin faccia mansueta,
nascondon lor vendetta sotto a' panni.

25 Per cotal colpa io venni a questa meta:
i traditori a me fûn la cagione
ch'io diventai crudele e senza pièta.—
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Domizian mostrommi e poi Nerone
e molti altri tiranni, e nulla staccia
30 ha tanti fori, quant'han lor persone.

Forata e fessa avean tutta la faccia,
ed avean mozzo l'uno e l'altro piede
e dagli omeri suoi ambe le braccia.

—Tutta questa gran turba, che tu vede,
35 la notte—disse—risanan le piaghe;
poi la mattina, quando il giorno riede,