Non che quel sommo Ben, che tutto regge,
80 mai odiar si possa per se stesso;
ma odiare si pò nella sua legge.

Ad ogni vizio, che 'n mal far è messo,
sempre ogni impedimento è odioso,
ma piú alla lussuria per eccesso;

85 però che l'atto suo è furioso,
e quanto piú il disio corre fervente,
tanto lo 'mpedimento è piú noioso.—

Poscia nel fango vidi una gran gente
coll'arco in mano e colle dur saette;
90 e ferivansi insieme crudelmente.

E, perché scudo mai niun si mette,
né arme indosso, mai non tranno in fallo,
quantunque volte l'un l'altro saette.

Ed un gridò:—Io son Sardanapallo
95 lussurioso, che nel gran reame
non vissi come re, ma come stallo,

vestito come donna tra le dame,
seguendo della carne ogni talento:
or posto son tra 'l fango e tra 'l letame.
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100 Vivo ebbi l'arra, ed ora ho 'l pagamento;
ch'ogni peccato la pena riceve
prima nel mondo e poi qui ha 'l tormento.

Vero è che su nel mondo è ratto e brieve,
e qui ogni dolor dura in eterno
105 ed anco è piú intenso e vieppiú grieve,

però che 'l mal, il qual è sempiterno,
rispetto a quella doglia, ch'è finita,
nulla ha proporzion, s'io ben discerno.

E sappi ben che su la mortal vita
110 ha l'uom della lussuria molte pene,
se la ragion e vertú non l'aita.