Ed allora una donna con due chiavi
aprío la porta, e poi la mia persona
levò di terra con parol soavi.

10 —Questa gran donna, che l'intrata dona,
è quella, senza cui—mi disse Elia—
né Dio né uomo al peccator perdona.

Ella è che al ciel t'insegnerá la via:
dietro alli passi suoi ti guida omai;
15 con lei noi ti lasciamo in compagnia.—

Quei patriarchi pria ringraziai;
poscia mi volsi alla scorta novella
e ch'ella mi guidasse io la pregai.

Dentro alla porta intrai insiem con ella;
20 e, poiché dentro fummo ed ella ed io,
allor mi fece don di sua favella.

—Se saper—disse—vuoi il nome mio,
io sono l'Umiltá, il primo grado
d'ogni virtú, che vuol salir a Dio.

25 Come Superbia è prima in ogni lado,
ardita a romper la legge divina,
cosí alle vertú io 'nanti vado.
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Chi senza me su per andar cammina,
ritorna addietro intra li luoghi bassi
30 e non s'accorge quando egli rovina.

—Io prego, o donna, che tu non mi lassi
—a lei risposi riverente e piano,—
ché sempre seguirò dietro a' tuoi passi.—

Benignamente a me porse la mano;
35 e, poiché 'n alto luogo giunto fui,
che d'ogni amenitá era sovrano,

la Temperanza con belli atti sui
io trovai quivi e con tanta maiésta,
quant'hanno i santi, dov'è il dolce frui.