E giá la dea a me avea mostrati
125 li gran troiani ed anche li gran greci,
che eccellenti e forti erano stati,
e detto avea de' Fabi e delli Deci;
quando vidi un con molta gente intorno:
ond'io a domandar oltra mi feci:
130 —Chi è colui, che 'l raggio ha tanto adorno,
o dea Fortezza, che sí come 'l sole
faría la notte parer mezzogiorno,
e che di fiori, rose e di viole
li spargon sopra il petto e sopra il viso,
135 sí come a' novi amanti far si sòle?—
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Ed ella a me:—Colui, che festa e riso
riceve qui per la vertú che vince,
or ora debbe andare in paradiso.
Ed è concesso a lui che passi quince,
140 che 'l suo valore a te sia manifesto:
chiamato fu 'l cortese signor Trince.
Innanzi a quell'Urbano, il qual fu sesto,
sotto il vessillo scritto in libertade,
che servitú per chiosa ebbe nel testo,
145 tutte sue terre e tutte sue contrade
di santa Chiesa a lei volson le piante
e rivoltônsi con lance e con spade.
Ma questo con pochi altri fu costante,
e tra quei pochi di costui apparse
150 la fede ferma piú che diamante;
tanto ch'egli per questo il sangue sparse,
drizzando a Dio il core e le sue mani,
che 'n liberalitá mai fûnno scarse.
Per questo greci, dardani e romani
155 l'aspergono di fior, come tu vedi,
e fangli festa in questi grati piani.