—O sacra dea—diss'io,—se mel concedi,
andrò a lui, e reverente e chino
abbracciar voglio i sui amorosi piedi;

160 ché 'l suo figliol dal mondo pellegrino
quassú salir mi mosse: egli mi manda:
per lui messo mi son in 'sto cammino.

—Consentirei—respuse—a tua dimanda;
se non che su nel ciel tu 'l trovarai,
165 se il core e tua vertú tanto insú anda.—

In questo sopra lui disceson rai,
quali il sol la mattina all'oriente
intensi manda li splendor primai.

Li tre colle grillande prestamente
170 insieme in compagnia a lui n'andâro,
facendo via a lor tutta la gente,
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ed entrôn dentro in quello splendor chiaro.
Allor vennon da cielo agnoli molti,
che quelli quattro a Dio accompagnâro.

175 Quelli bei fiori, ch'elli avíeno còlti, spargean sopra la gente, andando insue, che ammiravan con sospesi volti,

sinché, allungati, non si viddon piue.

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CAPITOLO VIII

Nel quale la Fortezza scioglie un dubbio dell'autore, e appresso incominciasi a trattare della prudenza.