40 Qual si fe' Citarea, nata tra l'acque,
in sul partir del suo figliuolo Enea,
che confessò nel viso ciò che tacque,

cotal fece ella e disse:—Io sono Astrea,
che resse il mondo con iuste bilance,
45 innanzi che la gente fusse rea.

Quando Superbia colle enfiate guance
e li danar fên la ragion subietta,
scacciata fui con spade e con lance.

Da che il mio regno veder ti diletta,
50 verraimi dietro; e fa' che mai in fallo
dall'orme mie il piede tu non metta.—

Un sesto miglio forse d'intervallo
era ita, quand'io giunsi al regno quarto,
ch'avea le mura tutte di cristallo.

55 Lí era un uscio piccoletto ed arto,
il qual tantosto a noi aperto fue,
quando gittaimi in terra tutto sparto.

Intrammo dentro e poco andammo insue,
che le sue dame con corone in testa
60 vennono incontro a noi a due a due.

Poiché gran riverenzia e molta festa
ebbon mostrata, stette innanzi ognuna
come alla donna ancilla a servir presta.
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E, come il cerchio che a sé fa la luna,
65 quando dimostra che 'l seguente giorno
sará seren, cacciando l'aria bruna:

cosí facean a lei il cerchio intorno,
cosí di sé una corona fenno
alla Iustizia, che fa lí soggiorno.

70 E, poco stando, ed ella fece cenno
ad una che dicesse alcuna stanza;
e l'altre tutte quante attente stenno.